L’aspro clivo clivense

di RiDotto

Era d’obbligo: liquidare il Chievo! Ogni altro risultato dopo la sconfitta d’esordio e in contemporanea con la ricorrenza rischiava d’esser fatale.

Risultato macilento e maciullata la squadra. Dirime Sanchez che già pare felicissima intuizione estiva del Direttore Corvino. Risolve potente e puntuale con impatto frontale scuotendo lo straripante crine, la rete e affanno che già maturava osservando la blanda prestazione fin lì offerta.

Dopo? Più perplessità che certezze. E’ vero: Chievo è squadraccia ostica, esperta, contratta e ben serrata. Corsa vigorosa e vigoroso pestaggio. Solo sporadicamente però la Fiorentina con la sua manovra è prevalsa. Al solito son occorsi i talentati a vivacizzare il giuoco e in questa contingenza nella persona di Ilicic, che di costante ha solo il grugno truce E’ acclarato ormai e da più stagioni che se questo sloveno capriccioso smette pantofole e pigiama e calza scarpini e divisa sociale delizia il gusto e decide. Altrimenti sfaccenda svogliato irritante e indisponente. Meriterebbe il goal quando su iniziativa personale quasi raggiunto il fondo spella la traversa e spazientisce Kalinic con più favore piazzotosi. Ma ier sera niente gli si può rimproverare!

Il resto? Ancora precaria e cedevole nelle posteriora dove Alonso sostituisce Gonzalo che se non sfigura di certo non eccelle. Conforta la prova di Milic, altro acquisto estivo del mercante salentino al quale però si ingiunge di ripetersi prima di statuir giudizio definitivo. Stenta ancora Tomivic che sebbene si acconci con bella e lunga barba non intimidisce l’antagonista diretto.

Nella regione mediana detto di Sanchez si attende il recupero di condizione dell’euclideo Badeli e soprattutto di Borja Valero di cui questa squadra non può privarsi. Non saremmo impazienti se il campionato nazionale non fosse già iniziato. Kalinic, per il quale è legittimo dubitare che esista offerta conveniente come corrispettivo alla sua cessione, può pure contravvenire alla missione a cui è destinato ogni buon attaccante di mancare il goal ma non manca mai una partita che è una. Infine qualcuno ragguagli Tello che il regolamento sancisce che le partite durano novanta minuti ripartiti in due tempi di quarantacinque e chi quelle partite le contende è tenuto a disputare entrambi i tempi, chè se si gioca metà partita sì è mezzi giocatori.

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