Cognigni e il perchè quando i conti non tornano i giornalisti si perdono

“Il saldo è stato positivo per appena 800mila euro. Incassi per 27milioni e 300mila euro a fronte di spese da 26,5 milioni, compresi gli obblighi di riscatto per i vari Cristoforo, Maxi Olivera e non solo. Tutti dati ufficiali che ritroverete nel prossimo bilancio.”

Il virgolettato viene da violanews.com. Parole (e musica) di Mario Cognigni.

Differentemente dai giornalai de NoAntri, faccio fatica a credere che in Fiorentina ci siano dei “raccattati” superficiali e faciloni, come ce li dipingono i vari opinionisti radio-web viola.

Io credo che siano persone capaci ed attente, magari che non vogliono essere accondiscendenti verso i Tifosi (e non che non sappiano comunicare, ma che non vogllaino farlo).

Mi chiedo quindi quale sia la strategia della Dirigenza della Fiorentina  quando esce con esternazioni, inappropriate e storpiate come quelle di oggi di Cognigni. Dice che vuole trasparenza ma ne da immediatemente prova contraria.

Non vi annoio ma dire che il bilancio del mercato è positivo di appena 800 mila euro mi sembra una vaccata.

Di quale valore ci parla? Dei giocatori in entrata ed uscita obbligati? Un valore sparato senza dettaglio, ad esempio nei 26milioni e spicci di spese, se mi tiri dentro Cristoforo (che paghi obbligatoriamente il prossimo anno) mi hai tolto Astori che era obbligatorio già dal mercato prima? No? Si? chi lo sa?

Ma sopratutto che minchia di valore è? Cosa me ne faccio?

Non ci vuole un genio della finanza per dire che una analisi del genere non serve a niente, ne a capire se ci possono essere ulteriori investimenti o no. Senza considerare la mancanza di indicazione sugli gli impatti economici. Fumo.

Fumo anche la dichiarazione di Toledo riscatto a 30 milioni, ma di che si parla? Che operazione è, uno sconosciuto che, se si dimostra un poco bravino, sei costretto a strapagare, ma se si dimostra fortissimo finisce che non ti puoi permettere (perchè 30 milioni li mettiamo se dimostra di valerne molti di più)?

Mi sbaglio, è invece una operazione sensata: ci spieghi come e perchè.

Altrimenti è fumo.

Fumo, fumo, fumo: ma per nascondere cosa?

Non è che alla fine, inconsapevolmente, la ragione l’hanno i pecoroni violenti anti Della Valle-a-prescindere, e lo stronzo sono io?

 

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L’acqua leva l’imbarazzo?

di RiDotto

Oscar Wilde (e genuflettiamoci tutti quanti deferenti) la definiva “la prova  del cucchiaino”: pochi brani di testo per sancire la qualità dell’opera. Poco meno di mezz’ora sono un decorso esauriente per stimare la prestazione della Fiorentina a Marassi? Forse! Ma non si può trascurare che di quei minuti poco meno della metà sono stati disputati esposti ad un diluvio biblico e sbracciando ancor più che scalciando in un guazzo melmoso. Ma se oltre alla gara si dovrà procastinare ogni giudizio, nessuno revoca in dubbio provvidenziale il rinvio che quel profluvio torrenziale ha costretto. Fin da allora l’organico viola è parso vulnerabilissimo nelle posteriora. I genoani  in frenesia agonistica premovono con con inesausto vigore financo spronati dall’allenatore Ivan Juric, che incurante degli scrosci, eretto lungo la linea del gesso ne fomentava l’aggressività.

Confusa e convulsa la reazione viola o intorpidita e fiacca. Nei pochi minuti giocati mai una manovra coordinata dispiegata con corretta successione di scambi. Ancora isolato Kalinic, proiezione offensiva più avanzata della squadra fino ad esserne svèlto apparso come estromesso dal resto della compagine. Sarebbe ingeneroso salutare l’esordio di Maximiliano Olivera con un  giudizio: troppo pochi davvero i suoi minuti giocati e quindi è legittimo concedere a lui quella fiducia reclamata dall acquirente.

Pochi giorni ancora e lungo il tragitto che da Salonicco condurrà al Franchi contro una Roma nevrotica e spalleggiata si svelerà lo stato di salute di questa squadra. A presto allora!

Dell’Alonso perduto, che’ scarpari odiosi alienano e la Curva li ghermisce, e se l’altre non ridono, il Salentin ruggisce.

di RiDotto

Sferragliava ancora il catenaccio a sancire la chiusura del mercato che già si estenuavano polpastrelli e tastiere per rovesciare biasimo indignato e riversare querule commiserazioni su ogni rete, canale e scolo.

Chi vanta libere opinioni le pullula già di pregiudizi: tutti i titolari dell’ultima stagione sono tutt’ora tesserati dell’ ACF Fiorentina. Si concederà almeno che questo decorso estivo di compravendite non ha irreparabilmente svilito quell’organico che ha disputato l’ultimo campionato. Nè al proposito si potrà obiettare la cessione di Alonso: provvidenziale piuttosto che solerti e spediti si sia stipulata, registrata e  incassata per debellare il rischio di venir poi inquisiti per circonvenzione d’incapace.

Se non si è immemori alzi la mano chi alla fine del mercato dell’anno scorso accolse euforicamente l’acquisto di Kalinic oggi preteso (legittimamente) incedibile? Chi l’anno scorso nutriva incrollabile fiducia sulle future prestazioni di Astori? Eppure anche allora scetticismo e dubbio covavano tra gli umori e i malumori del pubblico.

Inoltre, fatta eccezione per l’Antagonista (che chi scrive mai nomina) che pare, provvidenza non voglia, già abbia assassinato il campionato in culla, quale altra squadra si è potenziata in misura tale da alterare gli equilibri dei valori dello scorso campionato? 

Il Napoli ha liquidato (lucrosissimamente) 36 goal, cedendo quel centraventre d’adipe, pipita d’oro a peso; la Roma si è arresa ad abbandonare il suo elemento più dotato e così la Lazio. Il Milan si dibatte in una crisi che ancora lo assilla e il presunto ma già onerosissimo rafforzamento dell’Inter finora non si è convertito in punti e classifica.

Non resta allora che constatare l’insofferenza avversa alla proprietà che alligna tra la tifoseria e che si diffonde contagiosa, e altrettanto constatare che gli scarpari di Casette d’Ete anche a dispetto del loro operato quei sentimenti ostili alimentano pervicacemente perpretando il loro atteggiamento di indifferenza se non di sprezzo installandosi ben al di quà del principio di piacere per parafrasare Freud.

Quelli sbracciano e inveiscono questi irremovibili proclamano per bocca dell’intransigente Cognigni “hic manebimus optime”; sebbene occorra immaginazione alterata  da potente allucinogeno per raffigurarsi il contabile marchigiano pronunciarsi in latino.

Venuto a sapere che la “Curva Fiesole” ha diramato un comunicato stampa per dichiararsi sulla politica societaria ancora mi chiedo se non fosse stato più congeniale per quanto anacronistico ricorrere  un volantino depositato in una cabina telefonica e magari titolato “Risoluzione Strategica 01 16/17” adottando l’antica prassi rivoluzionaria. Se è vero che il medium è il messaggio (ed è vero!), il comunicato stampa è semmai materia da Consiglio di Quartiere, da agenzia interinale, da ordine professionale. Dal passamantagna a passacarte, dal tamburo al timbro, da Ultrà a travet. Cori! Striscioni! Coreografie! La Curva si riappropi della sua lingua: la Curva!

 Chiunque non abbia assistito alla registrazione della conferenza stampa del Direttore Generale Corvino si affretti a recuperarla. Quella suddetta (denigratoriamente) conferenza stampa è culmine di grande teatro. Attenzione!!! Chi scrive lo afferma con cristallina convinzione: non c’è autore contemporaneo che possa rivaleggiare col salentino che qui si innalza apicale fin alla scrittura di scena teorizzata da Artaud! Disarticolando la sintassi, sradicando la parola parlata dal sistema della lingua in un empito incontenibile stravolge ogni convenzione istituita. Trascina gli interlocutori destituendoli dal loro ruolo e trasformandoli in suoi comprimari. Si osservi quando si sofferma sul cosìdetto “Fairplay Finanziario” decostruendolo definitivamente(finalmente!!!) e ancora quando duetta e rilutta con Mario Tenerani della Crusca pervicace assertore del normato periodare e quindi suo antagonista naturale. Mercante levantino, callido e sapiente negoziatore, spesso dotato di facoltà rabdomantiche per rinvenir talentati gli si tributi quest’ ultimo titolo: genio!

Minacce (con le “palle”?) & Giornalisti di finta pelle

Il mercato si è chiuso.

La Viola è uscita più o meno forte al 31.08? Ecco alcuni “equilibratissimo” giudizi di merito soliti buontemponi pseudo giornalisti del famigerato web Viola.

Beha: “La Fiorentina una nobile Udinese….”

Come non aprire con questa straordinaria cazzata. I fatti dicono il contrario.

La Fiorentina dei Della Valle, come media punti e piazzamenti, è esattamente in linea con la storia del club Gigliato… intorno al quarto-quinto posto. E tanti altri  vorrebbero essere delle Nobili Udinese: chiedete ai tifosi di Genoa, Samp, Palermo, Torino, Verona, Cagliari, Lazio etc..

Tra l’altro in quarant’anni le uniche vittorie sono state due Coppe Italia: che ci sono costate la retrocessione in C2. Co un presidente che ricordo era rinominato Cecco-Grullo.

Bucchioni: “Corvino avrebbe speso di più, ma con Cognigni alle calcagna…”

Ecco questa è una straordinaria immagine… ma ascoltando il buon Enzo, ne parla non come una metafora, ma come un fatto reale avvenuto all’Hilton…

Mi sembra di vederlo Corvino che corre tra i corridoi dell’Hotel di Milano cercare di seminare il Presidente… corre tra i rumorosi capannelli di persone… composti da quei direttori sportivi e procuratori che sventolano contratti di campioni pronti da firmare… passa dall’uno all’atro senza posa… piroetta, s’accascia e si rialza a nascondere la stazza, si mimetizza, cambia repentinamente direzione… ma niente… non lo semina… il presidente e lì dietro, affannato e severo… ma improvvisamente, si… forse e libero… avvicinatosi al più prossimo gruppo scopre che si vende Iniesta del Barcellona “Ho venti milioni cash… si si… soldi sicuri quelli del Celsi… si quelli di  Alonso… datemelo… anche solo un anno…“, Bucchioni è lì, lo ha sentito, prende nota… “Il contratto certo… fate presto, presto… Cognigni non lo deve sapere… presto” e poi il vocione del Presidente che da dietro tuona e lo prende per le orecchie “Pantaleo, ma che fai…” e Bucchioni da buon reporter vede e ci racconta…

Simone Bargellini, che su violanews.com, testuale scrive. “Dal gennaio 2015 in poi, ogni sessione di mercato della Fiorentina si è chiusa con un saldo attivo. E con tesoretti che sono poi spariti nel nulla.”

Oh questa! Ma icche dice questo… questa l’è da Oscar!

Ora, non dando nemmeno per buono che un giornalista possa cominciare una frase con una congiunzione (eccheccazzo), che la dice lunga sugli esami per divenire giornalisti, ci sorprende il dopo.

Immagino che se in Fiorentina, che è Società per Azioni quindi persona giuridica, spariscono nel nulla dei soldi, sia un problema da Magistratura…

Quindi icche intende?… L’hanno presi i Della Valle? Cognigni?… Bisogna a sto punto ci spieghi meglio… o casomai faccia anche una denuncia per appropriazione indebita…

Rialti: lo leggiamo malvolentieri su Violanews, che già la foto scelta a supporto di questi editoriali testimonia la pesante difficoltà emotiva di cui è vittima.

Dopodiché dice, di aver letto la lettera della Fiesole, dice di aver ascoltato Corvino, visto la festa dei 90 anni… con ricordi ad un tempo dolcissimi e dolorosi… e compreso che alla fine non c’è più il sentimento di una volta… ma di che sta parlando… che editoriale è… ci metta pure: no al calcio moderno… il calcio spezzatino allontana le famiglie dallo stadio, non ci sono più le mezze stagioni, si stava meglio quando si stava peggio e chiuda con quando c’era lui i treni arrivavano in orario…

Invece, se ha letto l’infame lettera firmata curva Fiesole, c’è una cosa che gravemente non dice, che nessuno di questi giornalottai dice in modo perentorio e netto, senza se e senza ma: NO la violenza NO e solidarietà alla società ed alla Famiglia DV.

Nella lettera della Fiesole infatti, come riportata sempre da violanews.com, c’è scritto, virgolettato

“Una cosa vi vogliamo dire: attenzione, perché la misura è colma. (ai DV ndr) Se il nostro capitano non riceverà il trattamento che merita (non quello che avete riservato a Pasqual…), se non sarà rispettato Borja Valero, a Firenze non ci metterete più piede davvero.”

Non basta dissociarsi, si deve dire con chiarezza che quando gruppo riconosciuto di persone (che si firma la “curva Fiesole” e che si rappresenta come una parte della tifoseria), minaccia ritorsioni violente se non ci sarà un tipo di comportamento o una azione a loro gradita, siamo di fronte all’ Associazione a delinquere.

E su questo c’è solo da provare vergogna e niente da ridere.

 

L’aspro clivo clivense

di RiDotto

Era d’obbligo: liquidare il Chievo! Ogni altro risultato dopo la sconfitta d’esordio e in contemporanea con la ricorrenza rischiava d’esser fatale.

Risultato macilento e maciullata la squadra. Dirime Sanchez che già pare felicissima intuizione estiva del Direttore Corvino. Risolve potente e puntuale con impatto frontale scuotendo lo straripante crine, la rete e affanno che già maturava osservando la blanda prestazione fin lì offerta.

Dopo? Più perplessità che certezze. E’ vero: Chievo è squadraccia ostica, esperta, contratta e ben serrata. Corsa vigorosa e vigoroso pestaggio. Solo sporadicamente però la Fiorentina con la sua manovra è prevalsa. Al solito son occorsi i talentati a vivacizzare il giuoco e in questa contingenza nella persona di Ilicic, che di costante ha solo il grugno truce E’ acclarato ormai e da più stagioni che se questo sloveno capriccioso smette pantofole e pigiama e calza scarpini e divisa sociale delizia il gusto e decide. Altrimenti sfaccenda svogliato irritante e indisponente. Meriterebbe il goal quando su iniziativa personale quasi raggiunto il fondo spella la traversa e spazientisce Kalinic con più favore piazzotosi. Ma ier sera niente gli si può rimproverare!

Il resto? Ancora precaria e cedevole nelle posteriora dove Alonso sostituisce Gonzalo che se non sfigura di certo non eccelle. Conforta la prova di Milic, altro acquisto estivo del mercante salentino al quale però si ingiunge di ripetersi prima di statuir giudizio definitivo. Stenta ancora Tomivic che sebbene si acconci con bella e lunga barba non intimidisce l’antagonista diretto.

Nella regione mediana detto di Sanchez si attende il recupero di condizione dell’euclideo Badeli e soprattutto di Borja Valero di cui questa squadra non può privarsi. Non saremmo impazienti se il campionato nazionale non fosse già iniziato. Kalinic, per il quale è legittimo dubitare che esista offerta conveniente come corrispettivo alla sua cessione, può pure contravvenire alla missione a cui è destinato ogni buon attaccante di mancare il goal ma non manca mai una partita che è una. Infine qualcuno ragguagli Tello che il regolamento sancisce che le partite durano novanta minuti ripartiti in due tempi di quarantacinque e chi quelle partite le contende è tenuto a disputare entrambi i tempi, chè se si gioca metà partita sì è mezzi giocatori.

Dal sogno infranto di Daniele alla realtà di Pantaleo

Con la vendita di Matlrio Gomez si chiude l’era di Pradè e di una ambizione basata su fondamenta non solide….Non dico che il dirigente abbia lavorato male sotto il profilo dei risultati sportivi (anzi la squadra ha avuto sfortuna e meritava di piú)… ma la societá si trova in conxizioni disagiate… (Non disastrose come il dopo Galli-Lucchesi ma difficili si…).. tanti giocatori da vendere… ingaggi altissimi… poca liquidità… e torna quindi Corvino con 30 giocatori da piazzare in un mercato terribile… Non certo quello di 13 anni fa… Dette le difficoltà, stavolta la società non mi è piaciuta..A partire dalla conferma di un allenatore insodisfatto, ruffiano e disfattista… nessun colpo degno… forse arriverà un difensore vero (?)… (Ma non era così impossibile Corluca e Caceres?)… No Andrea, no Diego stavolta (e spero davvero di sbagliarmi) avete toppato… comunque Forza Viola… sempre sopratuttoggi…